Cos’è
Atlante 2 è un fondo di investimento speculativo che ha l’ambizione di risolvere i problemi delle Banche italiane, in particolare del Monte dei Paschi di Siena, rilevando i crediti inesigibili, i cosidetti NPL (Non Performing Loans), ovvero i prestiti (mutui, finanziamenti, ecc.) che le banche hanno fatto a soggetti che non riescono più a ripagare né il capitale né gli interessi sul capitale.
Il Fondo nasce per aggregare soggetti interessati a rilevare quei crediti ad un costo ridotto in modo da liberare la banca dal debito e far guadagnare i soggetti che si assumono il rischio a fronte di un rendimento che dovrebbe essere elevato. In altre parole, il concetto è:
Tizio deve 100.000 Euro alla Banca X che glieli ha prestati, ma non riesce più a pagare le rate e la Banca X è in sofferenza perché non riesce a riscuotere il credito. A questo punto intervengono i fondi di investimento che comprano quel credito dalla Banca X (i 100.000 che vanta nei confronti di Tizio) ad una cifra vantaggiosa, ad es. 2.000 Euro. A questo punto Tizio deve 100.000 Euro al fondo d’investimento, che proverà, con la propria struttura di recupero crediti, ad incassare quanto dovuto da Tizio, guadagnando, laddove riescano nell’impresa, ben 98.000 Euro, a fronte dei 2.000 Euro investiti.
Di fondi di questo tipo ne esistono tanti, ma la vicenda di Atlante 2 è singolare perché, dietro la costituzione del Fondo, ci sono le pressioni del Governo italiano che, non potendo intervenire direttamente, cerca di far salvare le banche dai privati, e tra i privati ci sono le Casse Previdenziali dei liberi professionisti come l’ENPAP. Il perché di tale operazione risiede nell’impossibilità da parte del Governo di agire direttamente, poiché tale intervento si configurerebbe come un “aiuto di Stato”, una pratica vietata dalla Comunità Europea.
Com’è Altalnte 2?
Posto dunque che il Fondo Atlante 2 nasce come un escamotage, che già suona come il solito inciucio all’italiana, cerchiamo di capire a quali condizioni viene proposto l’investimento.
Dai prospetti si evince che i crediti verranno comprati dal Fondo al 33% ovvero, utilizzando l’esempio di sopra, la Banca X cederà il suo credito di 100.000 Euro, nei confronti di Tizio, per 33.000 Euro al Fondo. Già messa così non sembra una grande opportunità d’investimento per il Fondo. Va infatti considerato che queste operazioni hanno senso su grandi numeri perché si sa già che molti dei crediti acquistati non verranno mai recuperati. In questo caso invece basta che due su tre non paghino, che il rendimento sarà pari a ZERO, la qual cosa è molto probabile vista la qualità scadente del credito (si tratta di aziende fallite, mutui di persone decedute con situazioni di eredità complesse, ecc.). Insomma sembra un ottimo investimento per le Banche, piuttosto che per il Fondo.
I prospetti indicano poi le Commissioni da pagare alla società che gestirà il Fondo e le Spese, che in molti casi non vengono neanche quantificate, si dà carta bianca al Gestore che indica un elenco cospicuo di attività. Per avere un’idea spannometrica, nel Regolamento di gestione ci sono 6 pagine dedicate ai costi e alle spese, mentre solo 3 pagine sono dedicate alle Politiche di investimento e 2 pagine alla redistribuzione dei Proventi.
Ci sono poi i vincoli: nel Regolamento è scritto chiaramente che chi decide di investire può programmare l’ingresso nel Fondo in diverse finestre temporali, ma se ad un certo punto decide di tirarsi indietro, magari perchè è successo qualcosa di rilevante, e non corrisponde le somme dovute nei tempi concordati, rischia di dover pagare addirittura fino al doppio della quota dovuta. Non si può cambiare idea insomma, un principio contrario ad ogni investimento.
A questo punto siccome sono chiari quali siano i rischi che si corrono investendo nel Fondo, cerchiamo di capire se “il gioco vale la candela” e guardiamo il Rendimento atteso, per capire se a fronte di tutto questo Rischio (alte potenzialità di perdita, certezza di costi elevati e investimento fortemente vincolato) corrisponda un Rendimento soddisfacente. Ebbene scopriamo che il Gestore si aspetta di ottenere un rendimento del 6% lordo. Un po’ pochino per essere un fondo speculativo ad alto rischio…
La posizione di ENPAP
La richiesta del Governo alle Casse Previdenziali è stata accennata sommariamente il 25 Luglio in Adepp (l’associazione che riunisce tutti i Presidenti di tutte le Casse di Previdenza dei liberi professionisti). I Presidenti hanno deliberato a maggioranza di impegnarsi a far valutare i prospetti del Fondo con le condizioni per la sottoscrizione, che sono arrivati solo 5 giorni dopo, venerdì 29 Luglio.
ENPAP in modo responsabile, e come per qualsiasi altro investimento, ha attivato la procedura di valutazione prevista dal Regolamento sugli Investimenti. Una procedura che permette ad esperti indipendenti e privi di conflitti di interessi, di capire se l’investimento ha senso oppure no, approfondendo tutti gli aspetti contrattuali e prendendo in considerazioni decine di variabili, tra cui, il rapporto tra Rischio e Rendimento, la coerenza dell’investimento rispetto all’Asset Allocation, il grado complessivo dei rendimenti riqualificati, ecc.
Tale procedura, che segue un processo non intuitivo nè politico, ma freddamente matematico/finanziario, è stata introdotta dalla maggioranza di AltraPsicologia determinando una forte discontinuità rispetto alla gestione passata degli investimenti. Durante la precedente consiliatura infatti, era il Presidente (uno psicologo della ASL!), quello che è stato condannato a risarcire 11 milioni di Euro agli psicologi italiani, e ora a giudizio per Truffa Aggravata e ostacolo agli organi di vigilanza, che decideva dove e come investire i nostri risparmi.
Il Regolamento sugli investimenti è stato il frutto di un lavoro complesso che ha avuto come principale obiettivo dichiarato quello di rendere l’Ente indipendente dalle varie maggioranze, allontanandosi dall’idea che gli psicologi possano occuparsi direttamente degli investimenti. Il risultato è stato la stesura di un Regolamento, così all’avanguardia, che anche il Sole24Ore l’ha elogiato annoverandolo come uno tra i più innovativi d’Europa.
Oggi quindi siamo in attesa della valutazione che, viste le premesse, non credo possa approdare ad un esito positivo.
Personalmente ritengo che a differenza di altre Casse che hanno già valutato (alcune addirittura prima di vedere i prospetti) ed hanno preso le distanze dalla proposta del Governo, l’atteggiamento di ENPAP sia quello più coerente e meno emotivo. La procedura c’è e non sarebbe serio eluderla ora, solo perché a chiedere l’investimento è il Governo italiano di cui non ci si fida. Siamo un Ente di previdenza che gestisce 1.000 milioni di Euro, sudati da tutti noi, e anche se siamo convinti che Atlante 2 non sia un buon investimento (per usare un eufemismo), dobbiamo mantenere i nervi saldi e seguire alla lettera il Regolamento che ci siamo dati.
AltraPsicologia è da sempre in prima linea per la Tutela dei colleghi: abbiamo denunciato per primi lo scandalo di via della Stamperia e gli investimenti “poco performanti” della precedente gestione a maggioranza AUPI. Oggi abbiamo rivoluzionato l’Ente e sono certo che il Regolamento sugli Investimenti che abbiamo creato e fortemente voluto, sia in grado di tutelare gli iscritti al di là di chi governa e delle relative maggioranze.
In questi giorni ho letto e risposto ai commenti di molti colleghi, allarmati dalle notizie di stampa, che si appellavano ai Consiglieri affinché l’ENPAP non investisse in Atlante 2.
Se abbiamo lavorato bene, come credo, non ci sarà bisogno dell’intervento diretto di nessuno di noi. La procedura che abbiamo creato ci tutelerà oggi e domani, a prescindere da chi governa. Atlante 2 è un banco di prova, se il Regolamento funzionerà in questa occasione, vorrà dire che, anche se un domani dovessimo ritrovare alla guida dell’ENPAP delinquenti, incompetenti, o semplicemente l’attuale dirigenza dell’AUPI, potremmo comunque dormire sonni tranquilli perché i nostri soldi saranno, comunque, davvero al sicuro.