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  1. buongiorno dott. Conte, sono prossimo all’esame di stato e ho un grande dubbio circa l’obbligo di referto/denuncia (art 13 CD) da parte del professionista sanitario.
    Se io (Pubblico Ufficiale) refertassi qualcuno (e il referto va sempre trasmesso all’A.G.) lo sottoporrei comunque a procedimento (indirettamente in quanto è l’A.G. che trasmette alla Procura la C.N.R.). A seguito del Decreto Lorenzin inoltre, è professionista sanitario come ho evidenziato sopra il P.U. o Incaricato di Pubblico servizio: in tal modo mi pare di capire che il Pubblico Ufficiale non è più “obbligato” a denunciare sempre e comunque ma prevale l’art. 365 CP (professionista sanitario-Obbligo di referto). La questione è alquanto complessa. Inoltre, la differenza tra denuncia e referto, sebbene sia evidente da un punto di vista contenutistico, non è chiara a seguito del Decreto Lorenzin in quanto ora non trovo nulla che chiarisca che cosa prevalga se il Ruolo di Pubblico Ufficiale (e pertanto denuncia per reati perseguibili d’Ufficio) o il fatto che il ruolo di Pubblico Ufficiale sia prevalente rispetto a quello di Professionista sanitario (obbligo di referto). Mi è parso di capire, ma forse è solo una mia impressione, che se si trasmette il referto, per la persona cui il referto è riferito, non ci siano conseguenze penali. Ma, di fatto, così non è. Per il libero professionista invece è, se così si può dire, tutto più ‘chiaro’.
    la ringrazio per l’attenzione

    • In linea generale lo psicologo, in quanto esercente una professione
      sanitaria, ha obbligo di informare l’Autorità giudiziaria (o, per essa, la
      Polizia giudiziaria: Carabinieri, Guardia di Finanza, Pubblica Sicurezza
      etc.), quando presti la sua assistenza oppure operi in casi che possono
      presentare i caratteri di un delitto procedibile d’ufficio (art. 365, comma
      1, codice penale).
      L’obbligo di referto non sussiste, invece, se il referto esponga la persona
      assistita a procedimento penale: in tal caso l’ordinamento (art. 365, comma
      2, codice penale; art. 12 del Codice deontologico) privilegia l’interesse
      del paziente alla riservatezza – presupposto di una concreta possibilità di
      assistenza – rispetto all’interesse punitivo dello Stato.
      Referto è il termine che il legislatore usa nel codice penale e nel codice
      di procedura penale per dare un nome all’informativa che il professionista
      sanitario deve fare avere all’Autorità giudiziaria dei fatti integranti
      reato, dei quali viene a conoscenza in ragione dell’assistenza prestata.
      In particolare è intitolato “omissione di referto” l’art. 365 cod. pen., che
      punisce con la multa chi, “avendo nell’esercizio di una professione
      sanitaria prestato la propria assistenza od opera in casi che possono
      presentare i caratteri di un delitto pel quale si debba procedere di
      ufficio, omette o ritarda di riferirne all’Autorità indicata nell’art. 361”
      (cioè alla “Autorità giudiziaria o a un’altra Autorità che a quella abbia
      obbligo di riferirne”).
      Secondo una opinione abbastanza diffusa, tale obbligo di referto cessa di
      essere attuale quando il professionista sanitario ha constatato che
      l’Autorità giudiziaria è già stata informata; secondo altra opinione il
      professionista è, invece, tenuto a riferire (ha obbligo di “referto”)
      indipendentemente dal fatto che qualcun altro abbia già provveduto ad
      informare l’Autorità giudiziaria.
      La questione attualmente è ancora discussa in giurisprudenza, sta al
      professionista, quindi, valutare caso per caso, attenendosi a quanto
      previsto dalla Legge e dal Codice deontologico.

  2. La ringrazio per la sua cortese risposta. Non mi è chiaro un aspetto: se il Pubblico Ufficiale (o Incaricato di Pubblico Servizio) viene a conoscenza di un reato perseguibile d’Ufficio commesso dal proprio paziente, è obbligato a refertare (professione sanitaria) all’A.G. Il proprio paziente? Pur se questo lo sottopone a procedimento penale? Se prima del Decreto Lorenzin la risposta era sicuramente affermativa, dopo tale decreto non mi sembra sia così ‘certa’.

    La ringrazio in anticipo per l’attenzione,
    Davide

    • La Legge Lorenzin non apporta alcuna modifica rispetto a quanto detto nella precedente risposta. In particolare, l’obbligo di referto non sussiste se il referto espone la persona assistita a procedimento penale.

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