Quota di iscrizione all’albo: sai veramente cosa stai pagando?

Come ogni anno è arrivato il momento di pagare la quota di iscrizione all’albo e anche per quest’anno, per gli iscritti all’Ordine degli Psicologi del Lazio, l’importo, stabilito dal Consiglio Nazionale, è rimasto invariato a 160 Euro.
La domanda che spesso ci facciamo quando paghiamo è: a cosa servono e come vengono spesi questi soldi?

E’ certamente possibile trovare tutte le specifiche all’interno del bilancio presente nell’area Amministrazione Trasparente del sito dell’Ordine, tuttavia, l’idea di trasparenza che abbiamo in AltraPsicologia, è che il materiale messo a disposizione sia anche leggibile e comprensibile da chi lo consulta, e forse non tutti sono esperti di bilanci.
Ho dunque deciso di scrivere questo articolo per ridurre la complessità dei numeri e rendere più chiaro in che modo vengono spesi i nostri soldi.

Di seguito uno specchietto contenente l’elenco dei capitoli di spesa, l’indicazione della percentuale sul totale, e una proiezione approssimativa di quanto pesa in euro sulla quota che paghiamo ogni anno (160 Euro):

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Proviamo ora ad entrare nel merito dei capitoli di spesa per capire cosa contengano al di là della denominazione. Ti anticipo che ho aggiunto anche dei commenti che riportano la mia personale visione politica del costo.

Organi Ente

La voce è relativa prevalentemente ai gettoni di presenza dei Consiglieri (circa 4/5.000 Euro l’anno per ciascun Consigliere, dipende dal numero di consigli) e alle indennità delle cariche esecutive (Presidente 40.000 Euro, Vice Presidente 22.000 Euro, Tesoriere 27.500 Euro e Segretario 22.000 Euro). Le cifre indicate sono lorde e al netto dell’iva. In questo capitolo rientrano anche le polizze assicurative in favore dei Consiglieri ed i costi sostenuti per le elezioni.
Ho scelto di mettere questa voce di costo per prima perchè le fantasie su quanto guadagnino i Consiglieri a volte travalicano anche la più fervida immaginazione e perchè ritengo sia corretto che un iscritto conosca gli importi esatti. Per entrare ancora più nel dettaglio, e avere la misura precisa delle cifre, va tenuto presente il netto dei valori indicati che ammontano a circa 1.800 Euro al mese per il Presidente, 1.000 Euro al mese per il Vice Presidente e il Segretario, 1.200 Euro al mese per il Tesoriere (che in assenza del direttore ricopre anche quella funzione) e 250 Euro circa al mese per i Consiglieri.
Per capire se la spesa è commisurata o meno, bisogna valutare l’operato del Consiglio e dell’Esecutivo, e qui, per evitare di trovarmi in conflitto di interessi, mi astengo e lascio a te giudicare.
Ad ogni modo il costo complessivo che ogni singolo iscritto versa per avere una rappresentanza di colleghi Consiglieri all’Ordine è di circa 11,20 Euro all’anno.

Personale

E’ la voce di costo più corposa e racchiude i costi per il Personalestipendicontributi (pensionistico, accessorio, tributari, TFR, ecc.). La cifra è relativa alle 19 risorse disponibili presso l’ente.
Per capire se la spesa è commisurata o meno, ho preso in esame il bilancio della Lombardia (che è l’unico di analoga grandezza): loro in totale hanno 12 risorse e spendono circa 600.000 Euro meno di noi. Il numero degli impiegati è stato determinato nel corso degli anni dal Consiglio. In questi due anni, l’attuale esecutivo non ha assunto nessun nuovo dipendente, lascio a te le valutazioni sull’operato dei Consigli che ci hanno preceduto (a maggioranza Cultura & Professione) e sull’eredità che ci hanno lasciato.
Il costo complessivo per ogni iscritto è di circa 51,2 Euro all’anno.

Beni e Servizi

La voce contiene i costi relativi alle spese di gestione ordinaria (affitto, utenze, ecc.) e quelli relativi alle consulenze professionali (aspetti legali e fiscali).
Per quanto riguarda le consulenze, il tentativo è quello di ridurre le spese, laddove possibile, formando le risorse interne. Tuttavia alcuni costi, come quelli degli avvocati, risultano irrinunciabili, visto che l’azione di tutela della professione passa spesso attraverso i tribunali e il richiamo alle normative. Ciò che invece appare spropositato è il costo dell’affitto, paghiamo infatti circa 20.000 Euro al mese per la sede, a cui si sommano le spese (2 anni fa è arrivato un conguaglio di circa 26.000 Euro solo per l’elettricità). Personalmente ritengo ora, come allora, scellerata la scelta di affittare una sorta di “castelletto” in pieno centro. Lo trovo scomodo per tutti, ad eccezione di chi abita nel centro storico (come ad es. la ex presidente Zaccaria), e poco funzionale alle nostre esigenze. A me piacerebbe un locale più piccolo, ma con maggiori spazi per gli uffici, le sale riunioni e le sale convegno, in un luogo facilmente raggiungibile con i mezzi da chi vive in tutta la regione (zona Termini?). Tuttavia chi ci ha preceduto ha stipulato un contratto che non prevede la clausola risolutiva, e quindi questo abbiamo e questo ci teniamo con tutti gli oneri e gli onori (quali?) per almeno altri 2 anni. Potremo chiedere la rescissione del contratto a partire da Gennaio 2018, proprio all’esito delle future, nuove elezioni. Se AltraPsicologia verrà confermata, procederemo all’istante a dare disdetta ed a cercare una logistica più funzionale, comoda ed economica.
Il costo complessivo per ogni iscritto è di circa 28,8 Euro all’anno.

Gruppi e Commissioni

La voce è inerente i costi relativi al funzionamento delle commissioni (deontologia, tutela e università) e dei gruppi di lavoro, oltre agli incarichi per la partecipazione a tavoli di lavoro presso la regione, il comune, ecc..
Questa voce di spesa è aumentata notevolmente (circa raddoppiata) da quando ci siamo insediati, poichè riteniamo sia strategico avere gruppi di esperti su tutte le attività proprie della professione. Quando ci siamo insediati erano presenti 4, forse 5, gruppi di lavoro. Oggi abbiamo circa 20 gruppi che lavorano su un gran numero di attività e progetti, come puoi ben vedere seguendo il sito web e la fanpage dell’OrdinePsicologiLazio.
Il costo complessivo per ogni iscritto è di circa 11,2 Euro all’anno.

Prestazioni istituzionali

La voce di spesa è riferita a tutte le attività che l’Ordine organizza per promuovere e tutelare la professioneEventiConvegni e Formazione per gli iscritti. E’ il capitolo di spesa più importante per quanto riguarda l’azione di promozione della professione presso Istituzioni e cittadini, serve a portare avanti specifiche attività di comunicazione tese ad aumentare il tasso di rilevanza sociale dello Psicologo presso la società civile. Questo capitolo non ha subito grandi variazioni rispetto al passato, ma sono stati eliminati alcuni costi come il notiziario cartaceo (costava 120.000 Euro l’anno) e il servizio di accesso alla banca dati (45.000 Euro l’anno), in favore di iniziative come la campagna video #VoltaPagina che ha raggiunto 2 milioni (DUE MILIONI!) di cittadiniStiamo Fuori (gli psicologi in piazza), il convegno alla Regione Lazio sui DSA (con il firmatario della legge regionale, l’on. Lena), il convegno sulla Scuola al Comune di Roma (alla presenza di 200 insegnanti), il Convegno presso il Tribunale Minorile dal titolo “a 3 anni da Lanzarote“, ecc. In generale, più riusciamo ad abbattere i costi fissi e di gestione, e più potremo investire per la Tutela e la Promozione della professione.
Anche in questo caso sta a te valutare il nostro operato rispetto all’obiettivo, sappi che il costo complessivo per ogni iscritto è di circa 25,60 Euro.

Nazionale

Questo capitolo di spesa comprende i soldi che ogni anno inviamo al CNOP (Consiglio Nazionale), dove l’attuale maggioranza dell’Ordine Lazio (AltraPsicologia) siede in minoranza. Inviamo ogni anno circa mezzo milione di Euro e siamo la regione che contribuisce di più, avendo il più alto numero di iscritti (18.000 circa). Tuttavia, nella gestione del bilancio complessivo del Consiglio Nazionale, il nostro voto conta come quello della Valle d’Aosta, che ha 200 iscritti. Quest’anno poi è stato deciso a maggioranza (noi eravamo contrari) di aumentare il ristorno a 30 Euro (invece dei soliti 26 Euro), e indovina un po’?! L’aumento riguarda solamente Lazio e Lombardia! Devi inoltre sapere che con i tuoi soldi verranno finanziati, tra l’altro, gli Ordini più piccoli, ai quali comunque viene chiesto di pagare di meno.
Se dovessi quindi incontrare un collega della Valle D’Aosta, del Molise, della Basilicata, ecc. che ti ringrazia, non ti stupire perchè i servizi che lui ottiene dal suo Ordine regionale sono finanziati anche da te. Potresti ingenuamente pensare che in fondo si tratta del tanto declamato “spirito di colleganza”, in tal caso ti devo però informare che la colleganza funziona a senso unico, dal momento che il Consiglio Nazionale ad oggi vanta un avanzo (cioè soldi che non ha speso ed ha accumulato sul conto corrente) di 800.000 Euro, in aumento di 200.000 Euro rispetto allo scorso anno, ma continua a chiedere a noi ulteriori aumenti. Pensi che sia un controsenso e che non sia giusto?! Anche io! E infatti abbiamo intrapreso un ricorso contro la decisione del Consiglio Nazionale. Ora non ci resta che aspettare che la giustizia italiana faccia il suo corso… nel frattempo il costo per ogni iscritto è salito a 30 Euro.

Tasse e Tributi

Questa voce si riferisce alle tasse e ai tributi di varia natura, ed ha un costo complessivo all’anno di 6,40 Euro per ogni iscritto.

Beni di uso durevole

Questa voce comprende i costi relativi ad acquisti come server, scrivanie, illuminazione, sedie, ecc. ed ha un costo complessivo all’anno di 1,60 euro per ogni iscritto.

Ti ricordo infine che abbiamo posticipato la data di scadenza per il pagamento della quota di quest’anno al 30 Marzo e che in via sperimentale il MAV è stato inviato in formato elettronico via mail e in formato cartaceo. Qui trovi la lettera con la comunicazione che ho inviato a tutti gli iscritti.

GRAFICO RIEPILOGATIVO DEI COSTI

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18 comments » Write a comment

  1. Trovo veramente professionale questo articolo, e anche chiarificatore di miti e leggende che si narrano. Appare tuttavia evidente come anche nella nostra categoria gli sprechi all’italiana non siano mancati… mi sembra che il vento stia cambiando, spero che articoli come questo servano a farlo cambiare sempre di piu’ in favore di una gestione sempre piu’ sana e logica delle risorse. Che questa “tassa” diventi nel tempo un’investimento ben speso e’ il mio auspicio.

  2. Sono d’accordo col cambio di residenza dell’albo e mi aspetterei ancora tanto lavoro per noi contribuenti del Lazio. Gli iscrutti fatichiamo enormemente per pagare questa tassa, che non ci/mi aiuta quotidianamente nella mia realtà lavorativa, sentendo una solitudine ed abbandono in questa regione dove è molto difficile lavorare, come hai ben descritto nell’articolo siamo una regione con il più elevato numero di iscritti 18.000!!

    • La situazione è frutto di politiche sbagliate regionali e nazionali. Cambiare radicalmente non è facile, ma noi di AltraPsicologia, nel nostro piccolo ci stiamo provando…

  3. Ringrazio il collega, per le sue spiegazioni molto utili, su come vengono divisi I nostri soldi nei vari capitoli di spesa.Detto questo mi permetto di aprire un nuovo fronte : il trattamento pensionistico di chi di noi è gia in pensione. Il sottoscritto ha 66 anni e pertanto gode da circa 1 anno una pensione netta di circa 105 euro al mese! A fronte di un versamento di circa 24.000 euro la domanda è semplice : quanto dovrei vivere per ripredermi I miei soldi ? E se nel frattempo lavoro e quindi verso altri soldi alla Cassa li riprenderò mai ? Allora voi mi direte hai versato poco e il sistema è contributivo poi c’è la reversibilità. Allora io vi chiedo si estende come per consiglieri della regione Sicilia fino ai parenti di secondo o addirittura di terzo grado ? E se io fossi single a chi vanno? E se ho una moglie in che misura ? Forse sarebbe il caso amici di lasciarci la scelta, come del resto fanno tutte la casse private, se prendere la pensione o farci liquidare il montante accumulato.Ad es. per fortuna godendo io di una pensione modesta da insegnante, che forse mi consentira di sopravvivere preferirei riavere indietro I miei sodi invece che lasciarli in eredità a gente che fino a non molto tempo fa fra via Cesalpino come si dice più sopra ( 20.000 di affitto ) e la famosa via Stamperia non ha brillato ne di intelligenza ne forse neppure di correttezza ! Grazie per la pazienza e spero a cominciare da voi, in una gestione migliore. Una ultima cosa quando ho iniziato c’erano credo 14.000 iscritti adesso siamo a più di 100.000 psicologi e ne sforniamo 7.000 nuovi all’anno : le casse si riempiono ma la professione si impoverisce sempre di più ( siamo più di un terzo di tutta l’Europa !) non sarebbe il cado di introdurre SUBITO il numero chiuso !? Ho parlato con vari presidenti e rappresentanti sindacali, alcuni mi hanno detto che qualcosa si sta muovendo a Roma, ma io non vedo niente e non sono preoccupato tanto per me essendo a fine carriera ma per I colleghi più giovani : ci sarà lavoro per tutti ? Cordiali saluti dott.Vinicio Berti

    • Poni tante questioni interessanti, provo a risponderti.
      105 Euro al mese corrispondono a circa 1200 Euro l’anno, questo significa che la tua pensione è stata calcolata per una vita media residua di 20 anni. Il calcolo viene aggiornato costantemente sulla base dei dati forniti dall’Istat sulla vita media, che per gli uomini è circa 85 anni. Ovviamente mi auguro tu possa vivere più a lungo (ti assicuro che all’ENPAP saranno ben felici di continuare a pagarti la pensione anche oltre gli 85 anni) 😉
      Sulla reversibilità, come AltraPsicologia abbiamo esteso i diritti ai supestiti, qui trovi un articolo esplicativo: http://www.enpap.it/servizi-per-te/pensioni/reversibilita-e-pensione-ai-superstiti/
      Chiaramente se sei single i soldi rimangono alla cassa e servono a pagare le pensioni di chi supera gli anni di vita media.
      Se comunque lavori e versi di più, pur essendo in pensione, devi chiedere l’adeguamento e la tua pensione viene ricalcolata e adeguata (mi pare ogni 2 o 3 anni) considerando i soldi che hai versato in più.
      Per quanto riguarda la tua proposta (permettere la liquidazione totale del montante) appare in netto contrasto con il concetto stesso di previdenza (garantire un’entrata, seppur minima, costante). Devi poi considerare che l’ENPAP è sì un ente privato, ma di diritto pubblico, ed è comunque un istituto di primo pilastro, mentre le polizze private sono di diritto privato e di secondo pilastro, quindi hanno caratteristiche statutarie differenti. Il punto è che se lo Stato permettesse di farti incassare “tutto e subito” si esporrebbe al rischio che tu possa spendere tutto nel giro di poco, con il risultato che alla fine si troverebbe un ulteriore costo sociale di cui farsi carico. Ad ogni modo, come potrai immaginare, queste sono scelte che competono ai ministeri e al governo, e non certo ai Consiglieri dell’ENPAP.
      Per quanto riguarda la gestione del denaro, non posso che essere d’accordo con te, sappi però che con AltraPsicologia molte cose sono cambiate. Qui trovi un report sulla situazione finanziaria all’ENPAP: http://www.federicoconte.it/altrapsicologia-allenpap-120-mln-di-euro-a-marzo/
      Infine sul numero elevato di colleghi: siamo tanti ed è vero, ma la programmazione andrebbe fatta a livello ministeriale (MIUR) con la riduzione dell’accesso alle facoltà. Finchè questo non avviene sarà impossibile limitare il numero di colleghi. E non mi pare proprio che il Ministero vada in questa direzione, anzi, va esattamente nella direzione contraria: la Mission del MIUR è rendere l’accesso all’università più ampio possibile in modo da avere una popolazione quanto più formata.
      Va però detto che i dati dell’ENPAP ci dicono che il mercato ogni anno assorbe i 4.000 nuovi psicologi che si iscrivono, lasciando invariato il reddito medio degli psicologi italiani, segno che gli psicologi si adattano bene ai contesti, o che c’è tanto bisogno di psicologia.

  4. Grazie Federico, trovo questa comunicazione molto importante, chiara e chiarificatrice. Apprezzo questa attenzione a rendere tutti noi iscritti man mano più coinvolti e consapevoli.

  5. Grazie per le delucidazioni. Erano necessarie e sono state date con grande trasparenza e sincerità. Speriamo di poter abbandonare il castelletto e vincere la causa contro l’ordine nazionale in modo da poter utilizzare il budget della nostra quota su progetti che valorizzino la nostra professione. Ancora grazie

  6. Grazie mille Federico, per quest’articolo veramente molto chiaro e nell’ottica della condivisione e trasparenza.
    Buon lavoro

  7. Grazie per l’articolo, chiaro, completo e chiarificatore. Però, per favore, correggi “deontologica” con “deontologia”.
    Il riferimento deve essere l’argomento trattato e non deve diventare un aggettivo relativo al sostantivo “Commissione”.
    Poi mi auguro che la Commissione possa risultare deontologica nelle sue decisioni, ma questo è un altro discorso.

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    • Il motivo principale è legato ai commenti di tipo politico inseriti nell’articolo che sul sito istituzionale non sarebbe stato corretto riportare. Tieni anche presente che i numeri riportati fanno riferimento al bilancio preventivo. Tuttavia visto il successo dell’articolo, dal prossimo bilancio consuntivo (fine Aprile) pubblicheremo un articolo simile anche nell’area trasparente, scritto in forma più istituzionale e senza commenti politici 😉

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